permacultura urbana a Cinecittà

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Il CSO Corto Circuito, e’ una realtà con dentro molti sogni; giustizia sociale, senso di comunità, solidarietà, gestione dei beni comuni, tutti argomenti di cui si fa un gran parlare e generalmente largamente condivisi da tutti; la differenza emozionante che si avverte nel vivere al Corto Circuito e’ nel loro agire ed essere comunità, lo rivelano gli occhi delle centinaia di persone che frequentano la palestra, la scuola popolare, l’osteria, la ciclofficina, il campo di calcetto, il parco, i concerti.
C’era la necessità di ricostruire l’edificio dell’osteria che 4 anni fa e’ stato distrutto da un incendio, questo progetto per il quartiere ha un significato particolare, lo sgomento dell’evento catastrofico e’ stato soppiantato da una voglia di rinascere, di risorgere più forti di prima, la comunità ha fatto quadrato si e’ autotassata, recuperando gran parte delle risorse economiche necessarie.

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Occorreva pensare ad un tipo di ricostruzione, che avesse in se un forte valore simbolico, che rompesse con le logiche di chiusure cementificatorie, ma aperto alla salvaguardia delle persone e dell’ambiente.
L’incontro del Corto Circuito con la permacultura ha sicuramente innescato un processo che avrà la possibilità di aprire nuove frontiere e speranze nell’ambito urbano; l’incontro con Luciano Furcas e’ stato determinante, lui e’ un progettista che negli ultimi anni si e’ dedicato con amore e competenza alla permacultura urbana nella città di Siviglia; ha posto fin da subito l’attenzione al progetto del recupero delle acque, sia piovane che reflue e dell’opportunità di ricostruire l’edificio con materiali naturali e con tecniche in bioclimatica.

Legno e paglia Corto Circuito-2

Un gruppo di permacultori e la comunità del Corto Circuito hanno dato seguito alle impostazioni di Luciano ed hanno progettato e realizzato un impianto di fitodepurazione, che recupererà le acque della futura cucina ed assieme a quelle piovane, andranno ad irrigare gli orti sinergici che produrranno una parte degli ortaggi dell’osteria.
Dopo tre mesi di progettazione, il 1° agosto e’ iniziato la costruzione dell’osteria, un edificio ad un piano di 250 metri quadrati, struttura in legno (35 mc), tamponamenti delle pareti e del tetto in paglia, coibentazione del solaio di fondazione con 16.000 bottiglie, intonaci interni in terra cruda, intonaci esterni in calce, l’edificio non avrà bisogno ne di impianti di raffrescamento ne di riscaldamento ad eccezione di una stufa a legna.
Il progetto sarà realizzato in completa autocostruzione, supportata da momenti di formazione, da un gruppo stabile di tre quattro persone e da tantissimi volontari, sia del quartiere ma anche da volontari che vengono da tutta Italia.
Il costo stimato e’ di 70.000 euro, i tempi di costruzione previsti sono di tre mesi per completare la struttura ed intonaci e altri tre mesi per le finiture.

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Questo sodalizio fra il Corto Circuito e la permacultura, amplifica il raggio d’azione del Corto Circuito stesso, che si pone come esempio, travalicando i confini del quartiere, a dimostrazione che un gruppo di persone può realizzare un cambiamento anche nelle grandi città, ma anche per la rete permaculturale può diventare un punto di osservazione ed azione privilegiato, per sviluppare strategie di cambiamento sostenibile in aree fortemente urbanizzate.

Stefano Mattei

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